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Spiazzo
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mwhqSpiazzo (mwhgSpiaz o mwhwLa Piéf in mwiadialetto rendenesecite-ref-4[4]) è un mwjqcomune italiano di mwjg1 275 abitanticite-ref-template-divisione-amministrativa-abitanti-1-1[1] della mwkwprovincia autonoma di Trento in mwlaTrentino-Alto Adige, situato in mwlqval Rendena.
Contents
• Storia
• Simboli
• Società
• Note
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Geografia fisica
Spiazzo si trova nella media val Rendena, a 50 km da mwnqTrento, ed è attraversato dal fiume mwngSarca. Gran parte del territorio comunale, è incluso nel perimetro del mwnwparco naturale Adamello-Brenta, la più estesa area protetta del Trentino.
Il territorio comunale è composto da tre frazioni, che fino al 1928 costituivano altrettanti distinti comuni: l'insediamento di Spiazzo, che è nei pressi della chiesa, è infatti contornato a sud da mwoqBorzago, contraddistinto dalla “Cort da Togno”, un cortile interno ornato da dipinti murali opera di Vigilio Pellizzari Togno e nei cui edifici era installato il comando militare austriaco di Tione durante la mwogprima guerra mondiale; a est da mwowFisto, lambita dal Sarca, un tempo amministrativamente legata a Ches e le cui case sono in gran parte decorate con affreschi di soggetto religioso; a nord da mwpaMortaso, costeggiata dal rio Vagugn che in più occasioni esondò causando danni all'abitato e perfino alterazioni all'ambientecite-ref-campiglio-5-0[5].
La superficie del territorio di Spiazzo è la maggiore della valle, dato che possiede gli ex territori di Borzago in val di Borzago; di Fisto sopra l'abitato; di Mortaso tra cui in mwqgval Genova le valli Siniciaga e Germenega con le rispettive malghe e laghi e la zona delle Lobbie/Mandrone sul mwqwghiacciaio dell'Adamello, dove sono presenti i rifugi mwraai Caduti dell'Adamello, mwrqMandrone e Bedole.
Storia
I primi insediamenti in Val Rendena di cui si ha notizia risalgono all'età del bronzo, e fortificazioni preistoriche sono ancora presenti in varie località della valle: mwsacastellieri si trovano a mwsqMassimeno, mwsgGiustino e mwswPelugo. Successivamente, nella vallata si insediarono popolazioni di origine celtica e retica, prima che l'area rientrasse sotto il controllo di mwtaRoma.cite-ref-campiglio3-6-0[6]
Il paese si sviluppò negli anni attorno a un santuario consacrato a mwvwsan Vigilio, che secondo la tradizione avrebbe qui subito il martirio nel 405. Dagli scavi effettuati a metà dello scorso secolo, si scoprì che il punto dove fu eretta la chiesa era la sede di un tempio risalente forse al mwwaperiodo paleocristiano, certamente prima dell'anno Mille come dimostrano reperti rinvenuti sotto la pavimentazione dell'attuale santuario. Pare che esistesse un cippo dedicato al culto di Saturno, stele che il vescovo trentino fece demolire causando la rappresaglia ai propri danni.cite-ref-valrendena-7-0[7]
Dagli affreschi del XVI secolo nella chiesa di Santo Stefano a mwxgCarisolo sembrerebbe che nel 774 l'esercito di mwxwCarlo Magno diretto a sud abbia attraversato la valle che dal 1027 entrò a far parte del principato vescovile di Trento e divenne teatro di guerra fra le signorie venete e lombarde ma anche terreno di sviluppo delle relazioni mercantili con le aree viciniori. La situazione di miseria favorì lo sviluppo della mwyapeste che si diffuse in Europa nel 1630 e che causò il parziale spopolamento della vallata a causa dell'emigrazione. Il fenomeno dell'espatrio si verificò di nuovo agli inizi del XX secolo, e questo provocò anche l'esportazione di competenze professionali tipiche della valle: arrotini, segantini e salumai diffusero la loro esperienza in Europa e nel mondo.cite-ref-campiglio3-6-1[6]
Le montagne attorno a Spiazzo furono segnate dalle tracce lasciate dai soldati della mwzgprima guerra mondiale, i cui segni rimangono nell'ambiente o sono stati raccolti in un museo locale.cite-ref-valrendena-7-1[7]
Simboli
Lo stemma e il gonfalone sono stati concessi con DPR del 14 giugno 1953.cite-ref-8[8]
«
Tagliato
: nel primo d'azzurro, alla
mitra
vescovile d'argento, guarnita d'oro; nel secondo di rosso, all'effigie del
dio Saturno
d'argento. Ornamenti esteriori di Comune: le fronde legate da un nodo d'azzurro, di rosso e d'argento con nastri bifidi agli estremi.»
Monumenti e luoghi d'interesse
Museo della Guerra Bianca Adamellina
Il museo fu istituito nel 1973 a cura di Giovanni Pellizzari, Renzo Bonafini e Sergio Collini che vollero commemorare i caduti nella Prima guerra mondialecite-ref-10[10].
Collocata nella sede della vecchia scuola elementare, l'esposizione presenta oggetti che si riferiscono alle attività belliche che ebbero luogo nella zona durante la Prima guerra mondiale. La ricchezza dei reperti è dovuta al fatto che a conclusione del conflitto divenne un lavoro remunerativo recarsi nelle zone di guerra per recuperare e vendere il materiale lasciato sulle montagne. Nacque così la figura del “recuperante”, a cui si deve la quantità di reperti custoditi nel museo. In seguito, col miglioramento generale delle condizioni economiche i valligiani recuperanti vennero sostituiti dagli storici, che furono aiutati dal ritirarsi dei ghiacciai; il fenomeno mise a nudo nuovi materiali bellici e arricchì la collezione dei ritrovamenti. Il museo ospita tra gli altri oggetti slitte, lanciabombe e una rara bussola geodetica adoperata per la realizzazione di una galleria di guerra; sono conservati anche circa tremila fotografie dell'epoca, documenti appartenuti ai soldati, carte geografiche militari dell'esercito asburgico e il diario di guerra di un tenente austriacocite-ref-campiglio-5-2[5]cite-ref-11[11].
Chiesa di San Vigilio
L'edificazione della mwnachiesa pievana iniziò a partire dal V secolo, sul luogo del martirio di San Vigilio. L'edificio attuale fu realizzato nel 1541 con gusto rinascimentale; nel 1621 venne anche alzato il campanile, il quale per la forma barocca a cipolla richiama quello del duomo di Trento. La chiesa è costituita da un'unica navata con tre cappelle per ciascun lato, ed è abbellita, internamente e sulla facciata, da affreschi che raffigurano fra l'altro la lapidazione del Santo, il battesimo di Cristo e l'annunciazione dell'Arcangelo Gabriele. Dipinti notevoli sono quelli che circondano gli altari della Madonna della Neve e dell'Addolorata, opere cinquecentesche di mwnqSimone II Bascheniscite-ref-campiglio-5-3[5]. L'artista aveva già lavorato nella zona, e tre anni prima aveva fra l'altro dipinto la mwogmwowDanza Macabra nella chiesa del vicino paese di mwpaPinzolocite-ref-campiglio-5-4[5]. In quel tempo fu smantellato il battistero che si trovava all'esterno, e il fonte battesimale venne sotterrato per poi essere ritrovato nel 1961 e trasferito all'interno della chiesa. L'organo fu installato in periodo barocco e subì miglioramenti in seguito. L'attuale strumento è opera del Mascioni.
Campane
La torre campanaria possiede 5 mwqwcampane in tonalità di Do# (Do#3, Re#3, Fa3, Fa#3, Sol#3), fuse dalla ditta Colbacchini a Trento nell’anno giubilare 1950-51. Il "Campanone" è dedicato al patrono mwraSan Vigilio, la "Seconda" è dedicata a mwrqMaria Assunta, la "Terza" a mwrgSanta Cecilia, la "Quarta" a mwrwSanta Vittoria e San Valentino e la "Piccola" all’mwsaangelo custode e al beato mwsqStefano Bellesini. Nell'agosto 2014 per crepe presenti nel campanile le campane sono state silenziate, benedette il 12 maggio 2019 dal cardinale mwsgWalter Kasper, hanno risuonato, dopo 5 anni, il 7 luglio 2019.
Società
Evoluzione demografica
Note
cite-note-template-divisione-amministrativa-abitanti-11. mwwgmwwwmwxaBilancio demografico mensile anno 2026 (dati provvisori), su mwxqdemo.istat.it, mwxgISTAT.
cite-note-divamm-sismica-21. mwygmwywmwzaClassificazione sismica (mwzqmwzgXLS), su mwzwrischi.protezionecivile.gov.it.
cite-note-template-divisione-amministrativa-gradi-giorno-32. mw0wmw1amw1qTabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (mw1gmw1wPDF), in mw2aciterefmw2qLeggemw2g mw2w26 agosto 1993, n. 412, allegato A, mw3aAgenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile, 1º marzo 2011, p.mw3q 151. mw3gURL consultato il 25 aprile 2012 mw3w(archiviato dall'mw4aurl originale il 1º gennaio 2017).
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cite-note-1212. ↑ Dati tratti da: mwatumwatymwatcmwatgmwatkPopolazione residente dei comuni. Censimenti dal 1861 al 1991 (mwatomwatsPDF), su mwatwebiblio.istat.it, mwat0ISTAT. mwat4mwat8mwauamwauePopolazione residente per territorio – serie storica, su mwauiesploradati.censimentopopolazione.istat.it. Nota bene: il dato del 2021 si riferisce al dato del censimento permanente al 31 dicembre di quell'anno.
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Collegamenti esterni
• Sito ufficiale, su comune.spiazzo.tn.it.
• mwauoSito dedicato alla Valle Rendena, su campanedirendena.it.